KRAV MAGA
civile vs militare ?
Vi servono
tutti e due.
Lo scopo del Krav Maga è di fornire una risposta per ogni tipo di situazione violenta, dall'atteggiamento minaccioso o perverso all'attacco terrorista.
E' adatto a tutti, ognuno ci prende la tecnica e l'intensità che corresponde al problema incontrato. L'errore più frequente è di insegnare solo un krav maga di guerra o solo la parte difesa personale - abbiamo bisogno dei due, per sentirsi tranquilli e sicuri di possedere una risposta efficace caso mai.
Costruirsi dei nervi d'aciaio
La difficoltà più grande incontrata sulla strada è legata alla pazzia dell'aggressore che abbiamo di fronte a noi.
E' una difficoltà psicologica e nervosa. Tecnica e
strategia sono indispensabili ma uno deve poter vederci chiaro nelle proprie emozioni ed avere dei nervi solidi per poter applicare il suo sapere tecnico.
CURRICULUM
di Krav Maga
L'insegnamento del Krav maga comprende : 1- saper attaccare : - pugni - l'allenamento intensivo al pugno da KO è una nostra specialità
- calci veloci integrati in una sequenze o affondati per fermare
un aggressore - gomitate, martelli, testate, ginocchiate in modo efficace e sicuro, lavoro delle forze e degli angoli giusti
2- difendersi :
difendersi / imporsi : - in situazioni di dispetti, "venditori" aggressivi, bullismo, mobbing
- di fronte a violenza contenuta o potenzialmente esplosiva (senza
aspettare che esplondi davvero)
- di fronte ad atteggiamenti perversi (x donne, ragazzi)
- contro spinte e altri atteggiamenti di primo livello di violenza difendersi da attacchi : - da pugni, calci, testate, ginocchiate
- da attacchi con coltello
- da attacchi con botiglie
- da attacchi con catene
- da attacchi con armi lunghe (tipo colpi con calcio) difendersi da minacce e bloccaggi - da minacce col coltello
- da minacce con la pistola
- da minacce con armi lunghe
- da strangolamenti
- da violenze sessuale
3 - difendere un'altra persona - dalle situazioni enumerate qui sopra
Il programma completo è disponibile per ogni allievo.
PEDAGOGIA ISRAELIANA : full-immersion e frequenza libera
Una pedagogia particolare
per dei progressi veloci
I corsi sono organizzati come un allenamento libero, aperto tutto l'anno - anche durante il mese di Agosto e in fine d'anno.
In fatto un ciclo di corsi con numero determinato di lezioni non avrebbe senso, visto che tutti non imparanno alla stessa velocità. Oltre alle tecniche è il rinforzamento nervoso che costituisce la parte più difficile del metodo, e per queso i ritmi sono molto diversi.
il metodo israeliano è basato sul "full-immersion" che permette a tutti gli allievi di imparare uno dall'altro.
Frequenza libera,
senza pagare di più.
Un dovere di serieta.
Uno si può allenare quanto vuole.
La frequenza è libera ed ognii corso è diverso dell'altro, permettando di vedere per esempio parecchie tecniche e situazioni partecipando a 2 o 3 corsi nella stessa serata.
L'istruttore di Krav Maga - quello professionale - è in carico di portare gli allievi al livello più alto possibile in meno tempo possibile.
Oggi a Milano uno direbbe che dei corsi a frequenza libera senza pagare di più è un sistema "anti-marketing" - ma è così che le persone possono fare maggiori progressi e dunque da noi si continua a lavorare così.
ALLENAMENTO PERSONALIZZATO E LIVELLI
Livelli
il sistema delle cinture non è più in uso in Israele da decine di anni. Al suo posto ci sono dei sistemi di gradi. Non li mettiamo più in applicazione considerando che mancano spesso di buon senso quando i nostri allievi in Europa sono così diversi in età, esperienza e livello - quello che non era il caso di un gruppo di ragazzi Israeliani militari di 18 anni per esempio.
Per valutare i progressi ci basiamo su un sistema di prove, eseguite non in pubblico ma ben in privato con l'isttuttore. ci sono 3 gruppi di 7 prove (atteggiamento, tecniche, combattimento). Ognuna è valutata su 100 punti, un minimo di 96 permette di considerare il soggetto come acquisto.
PROTEZIONI DURANTE L'ALLENAMENTO : perch'è meglio senza
Tenere vivo e sviluppare l'istinto di proteggersi
La migliore protezione è di volersi proteggere. Così una catena di atteggiamenti si mette in azione. Usando delle protezioni artificiale uno si sente sempre al sicuro e destrugge questa preciosa capacità di pensare a prendere cura di se stesso - in qualche modo "il lavoro è già fatto".
In combattimento con delle protezioni uno mancherà tutte le difese. è piuttosto dramatico.
Per avere l'atteggiamento più vicino possibile alla realtà, le protezioni non sono usate né durante i corsi né i combattimenti.
Ci alleniamo per la strada dove non ci sono né guanti ne caschi ne conchiglie.
Questo permette lo sviluppo delle difese basate sui riflessi e sul buon senso, oltre a lavorare in situazione nervose vicine di quelle della strada = paure incluse.
Però ogni allievo è libero di scegliere, secondo le proprie sensibilità, se portare o no delle protezioni.
Le protezioni vengono proprio viettate solo ai livelli avanzati e formazioni per diventare istruttore.
Alcuni argomentano che con le protezioni si può portare i colpi più forti. E' sbagliatissimo di vederla così. Quando uno si protegge bene i colpi sono portati forti, anzi a piena forza per verificare che non passa nulla. Dunque c'è dentro questa affermazione una perversa supposta che il difensore non fa, o non fa bene, le difese... e si dovrebbe ataccarlo a piena forza lasciandolo così, con la consolazione di non avere la ferita al 100% grazie alla protezione artificiale? No way!
IL COMBATTIMENTO : ALLENARSI CON REALISMO
passare dal combattimento in palestra a quello per strada è come passare dalla piscina a un mare in tempesta...
Una situazione che sta degenerando, una spinta seguita da un pugno che parte, una difesa che non è stata eseguita al 100% e l'aggressore che prosegue. Questo è il combattimento di strada. Uno scatto di violenza, di nervi in generale in un tempo molto corto - 4-8 secondi.
Rispetto i sport da combattimento, ma sono proprio un'altra cosa. E' un pò come nuotare in gara in piscina o nel mare in tempesta dopo un nubifraggio. La differenza è sul livello emozionale, di come reggere i nervi, e ritrovare una tecnica abbastanza pulita mentre tutto in torno a noi ci mette i bastoni tra le ruote. E poi ci sono delle forze di sopravivenza in gioco.
rispettare il realismo del combattimento di strada
Da noi per il combattimento non ci sono ne ring ne inizio in guardia, niente approccio che dura per ore, niente atteggiamento sportivo, elegante o né colpi "telefonati". Si tratta di abbituarsi agli scatti di violenza, ingani emozionali, nervi rotti e colpi "bastardi".
Il nostro scopo è che non ci sia differenza tra strada e palestra. Anzi : è il leitmotiv degli allenamenti israeliani che sia tutto più facile sul terreno che durante l'allenamento.
Un allenamento progressivo
Per arrivare a questo risultato si inizia piano. Rinforzando i nervi. Faccendo lavorare la testa, prendere l'abitudine dello stress e delle esplosioni da scatto tipiche della violenza da matto - la peggiore che si possa incontrare.
Poi si continua mettendo più peso negli attacchi, ma sempre piano. Poi in fine si accellera. Si lavora in combattimenti secondo i livelli degli allievi.